Come preparare la pasta con crema di fave – pasta ‘co maccu

Piatto tipico della cucina sicula e ricetta tradizionalmente preparata nel giorno di San Giuseppe.

La pasta co maccu è piatto della cucina povera sicula, cucinato soprattutto dai contadini; ingrediente fondamentale
è la densa purea di fave che viene realizzata al termine della lunga cottura.

Primo piatto dal gusto particolarmente delicato, la pasta co maccu ha un sapore unico, grazie alla nota dolciastra data dalle fave.

Facile da preparare, è un’ottima idea per accontentare grandi e piccini a tavola e per soddisfare il palato senza un costo eccessivo.

 
Difficoltà: Bassa
Pasta co Maccu: Ingredienti per 4 persone:


– 400gr di spaghetti spezzettati (o qualsiasi altro tipo di pasta corta),
– 600 gr di fave fresche o secche,
– 1 cipolla,
– olio q.b.,
– sale q.b.,
– pepe nero q.b.

Costo: 3/4 euro.

Pasta Co Maccu: Preparazione

 

Se si vogliono utilizzare le fave secche metterle a mollo in acqua tiepida  per almeno mezz’ora; se invece si vogliono utilizzare  fresche procedere sbucciando le stesse, in modo tale da staccare il baccello dalla buccia.
Nel frattempo tagliare finemente la cipolla a listarelle e porla all’interno di un ampio tegame con olio q.b., cosicchè appassisca dolcemente a fuoco basso.

Quando la cipolla risulta completamente ammorbidita, unire i baccelli di fave insieme ad un mescolo d’acqua, aggiungere il sale e lasciar cuocere il tutto per circa 30/40 minuti.
Alla cottura delle fave (dovranno risultare morbide), aggiungere circa 500 ml di acqua calda nel tegame, e unire gli spaghetti precedentemente spezzettati lasciando cuocere il tutto per 10 minuti circa.
Raggiunto il tempo di cottura, aggiungere un filo di olio a crudo e pepe nero q.b.

“La pasta co maccu è pronta per essere servita!”

Consigli e curiosità.

Per far sì che la pasta co maccu sia cremosa al punto giusto, si consiglia di schiacciare le fave durante la cottura, con l’aiuto di una forchetta. La cremosità è caratteristica peculiare di questa pasta, tanto che è la stessa etimologia del termine che rimanda a questo aspetto: il termine “maccu” deriva dal latino “maccare”, che propriamente significa schiacciare, ridurre in poltiglia.

La pasta co maccu è ottima da mangiare sia calda che fredda. La tradizione vuole che questa ricetta, proprio perchè tipica della cucina povera, si presti perfettamente al riutilizzo: in caso di avanzo della pasta con le fave infatti è possibile riscaldarla all’interno di una padella, facendo previamente scaldare a fuoco lento l’olio q.b., disponendola come se fosse una frittata. Dopo qualche minuto la pasta inizierà a legarsi, creando una crosticina croccante, così da poter essere girata su entrambi i lati, proprio come una frittata.

Grazie alla solida consistenza che si ottiene con questa modalità di cottura, nella tradizione siciliana, i contadini erano soliti tagliare a fette la frittata di pasta così ottenuta, e mangiarla anche a colazione.

La pasta co maccu presenta un sapore particolarmente dolce, per questo per gli amanti dei sapori più decisi è consigliabile aggiungere un ingrediente aggiuntivo, per arricchire il gusto e rendere il sapore più deciso. Se nella preparazione infatti si aggiunge un mazzetto di finocchietto selvatico, appositamente lavato e pulito per bene, e lo si unisce alle fave quando queste sono in fase di cottura in acqua bollente, il gusto ottenuto risulterà meno dolce, e più deciso.

Per l’impiattamento si consiglia di conservare parte del mazzetto di finocchietto selvatico, così da utilizzarlo per decorare il piatto.


 
 
Articolo tratto da cataniablog

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